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giovedì 20 giugno 2013

SANTI E UOMINI - DES SAINTS ET DES HOMMES

Dal 29 giugno al 22 settembre il Museo Diocesano di Susa ospiterà la mostra “Santi e Viaggiatori”, che sarà incentrata sulla figura dei santi nel tardo Medioevo e esporrà alcuni capolavori provenienti dalle collezioni del Museo Nazionale Svizzero di Zurigo e da musei di Aosta, Novara, Acceglio.

Al giorno d’oggi viaggiare è una cosa normale, tuttavia non si possono escludere il pericolo, la fatica e l’avventura. I viaggiatori si premuniscono con farmaci e assicurazioni contro i rischi del viaggio.
Nel Medioevo l’attraversamento delle montagne rappresentava invece una vera sfida: era il viaggio della vita. Per questo motivo ci si assicurava la protezione celeste invocando determinati santi, ai quali spesso erano intitolate chiese e ricoveri lungo la via e, molto spesso, gli stessi valichi alpini principali.

Il rapporto tra santità e viaggio attraverso le Alpi nel Medioevo sarà dunque il cuore dell’esposizione segusina e in particolare saranno analizzate le figure di alcuni santi che furono investiti di un ruolo tutelare in rapporto alle vie di comunicazione alpine.
Il percorso espositivo sarà articolato su tre devozioni, a cominciare da San Bernardo d’Aosta, il cui culto si diffuse all’interno di un’area compresa tra la pianura novarese e l’arco alpino.
La figura di San Cristoforo permetterà, invece, di considerare questa tipologia di santità in rapporto al contesto europeo sulla base dell’antichità del suo culto e della grande risonanza che questo santo ebbe nell’immaginario collettivo medievale.
Infine, il culto di San Gottardo di Hildesheim permetterà di evidenziare come, anche a livello devozionale, gli scambi tra il versante settentrionale e quello meridionale delle Alpi furono ricchi di conseguenze.
La mostra di Susa si inserisce in un più vasto progetto internazionale che vede coinvolti musei italiani, francesi e svizzeri, accomunati dall’essere ubicati nelle terre dell’antico Ducato di Savoia.
Il gruppo di lavoro, nato nel 2002 e denominato Sculpture médiévale dans les Alpes, ha strutturato il progetto espositivo in sei mostre, che esplorano le diverse sfaccettature del culto dei santi, sia quelli universalmente riconosciuti sia quelli caratterizzati da un culto importante a livello regionale, svelando un aspetto importante della società medievale alpina.
Il Museo Nazionale Svizzero, la Fondazione Torino Musei e il Musée Savoisien sono partner del progetto.

Per l’occasione è stato pubblicato (sia in versione italiana che francese) un catalogo riccamente illustrato e curato dal gruppo di lavoro.
Quest’ultimo, in particolare, ha deciso di definire un comune scenario declinato su sei luoghi che presentano ciascuno una parte della tematica legata al culto dei santi.
Accanto alla mostra di Susa, il Museo di Storia del Vallese a Sion si interroga sul rapporto tra santità e politica, analizzando la figura di San Maurizio, patrono dei Savoia e delle dinastie imperiali, e quella di San Teodulo, figura centrale della conquista del Basso Vallese savoiardo.
Il Museo di Arte e di Storia di Ginevra si concentra su San Pietro, patrono della città e della diocesi di Ginevra, oltre che sulle sante eroiche più venerate nel ducato: Barbara, Maria Maddalena, Caterina e Margherita.
Il Museo del Castello di Annécy affronta il culto di Sant’Antonio abate, assai sviluppato sia nel versante francese che in quello italiano delle Alpi.
Il Museo del Tesoro della cattedrale di Aosta riflette sui culti locali dei Santi Grato, Orso e Eldrado, diffusi nell’arco alpino occidentale.
In più, il Museo savoiardo di Chambéry espone, durante lo stesso periodo, molte sculture del territorio savoiardo recentemente restaurate.

L’intero progetto espositivo è frutto di un lavoro comune e condiviso tra gli enti partecipanti al gruppo di studio che ha consentito, anche in questo periodo di grave crisi economica, di non interrompere la ricerca e di valorizzare il patrimonio artistico alpino ottimizzando e ripartendo le risorse tra i partners, offrendo alle comunità una qualificata opportunità di crescita culturale.



Museo Diocesano di Susa
via Mazzini, 1
“Santi e Viaggiatori”
29 giugno - 22 settembre 2013
Lunedì 15-18
Martedì - sabato 10-12 / 15-18
Domenica 15-18
Le altre sedi e date delle mostre:

Genève

«Ferveurs médiévales»
31 mai – 22 septembre 2013
Sion
«Saint et politique»
17 mai – 22 septembre 2013
Annecy
«Ferveurs médiévales»
7 juin – 22 septembre 2013
Aosta
“Sacerdoti, vescovi, abati”

28 giugno – 22 settembre 2013
Chambéry
«Sculptures médiévales de Savoie»
3 mai – 31 décembre 2013

lunedì 27 maggio 2013

Svizzera ... la Watch Valley


Da secoli la Svizzera è nota in tutto il mondo per i suoi orologi. Non è stato sempre così: quando nel XIV secolo iniziarono a misurare il tempo con strumenti meccanici, la Svizzera era rimasta molto indietro.
Solo quando, nella seconda metà del XVI secolo, i profughi ugonotti portarono a Ginevra la fabbricazione di orologi da indossare, l'orologeria iniziò a diffondersi anche in Svizzera.
Già attorno al 1785 a Ginevra lavoravano circa 20.000 persone nell'industria orologiera. Nel XIX secolo gli svizzeri esportavano in tutto il mondo gli orologi, soppiantando i produttori inglesi.
Con l'arrivo della concorrenza americana e giapponese nel XX secolo, la Svizzera ha perso la leadership di mercato ma ancora oggi è la patria dell'orologio di lusso.
Un itinerario di 200 km conduce in 38 tappe alla scoperta di musei e atelier, dove è possibile ammirare questi manufatti pregiati come il Museo Internazionale dell'Orologeria a La-Chaux de-Fonds, la Manifattura e Museo Audemars Piguet a Le Brassus.
Da oltre un secolo, il 90% della produzione di orologi si concentra nell'arco del Giura.
La regione si presenta con un'identità comune e all'insegna del motto: Watch Valley – il Paese della precisione.
La via degli orologiai creata all'inizio del XXI secolo misura circa 200 km e le  tappe della tratta danno vita a un vero e proprio pellegrinaggio tra le più famose fabbriche di orologi e i musei specializzati dove vengono svelati diversi segreti dell'orologeria e dove si possono ammirare alcune opere dell'arte orologiera uniche nel loro genere.
Ce n'è per tutti i gusti: orologi da polso, orologi a pendolo, orologi da tasca, orologi da tavolo e anche carillon.
L'orologeria costituisce il fil rouge di questo viaggio ma la regione culturale ricca di tradizione ha molto da offrire anche a livello paesaggistico. Paradossalmente, in questo paesaggio idilliaco ci si dimentica del tempo che scorre. Laghi, monti, vigneti e pittoreschi paesini invitano a rilassarsi.