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mercoledì 11 settembre 2013

Le avanguardie nella Parigi fin de siècle - Museo Peggy Guggheneim Venezia


Con un centinaio di opere tra dipinti, disegni, stampe e lavori su carta, la mostra Le avanguardie nella Parigi fin de siècle: Signac, Bonnard, Redon e i loro contemporanei, a cura di Vivien Greene, Curator, 19th-and Early 20th-Century Art, Solomon R. Guggenheim Museum, New York, prende in analisi la scena artistica parigina, focalizzandosi sulle maggiori avanguardie di fine '800, in particolar modo su neo-impressionisti, Nabis, simbolisti e i loro protagonisti.
La Parigi fin de siècle fa da scenario a sconvolgimenti politici e forti trasformazioni culturali, riflettendo le molte sfaccettature di un’epoca ansiosa e inquieta, questo periodo vede la formazione di una serie di nuovi movimenti artistici, quali neo-impressionisti, Nabis e simbolisti. 
I soggetti della loro arte sono gli stessi dei loro predecessori impressionisti, paesaggi, vedute cittadine moderne, attività ricreative, a cui si aggiungono scene introspettive e visioni fantastiche, ma è la modalità con cui questi temi vengono trattati a cambiare. Indagando tali avanguardie la mostra si sofferma in particolar modo su alcuni dei maggiori protagonisti di quest’epoca: Paul Signac, Maximilien Luce, Maurice Denis, Pierre Bonnard, Félix Vallotton e Odilon Redon.

I neoimpressionisti nascono come gruppo a Parigi nel 1886, e tra i maggiori esponenti spiccano i nomi di Henri-Edmond Cross, Maximilien Luce, George Seurat, Paul Signac a cui si affianca, per alcuni anni, l'ex-impressionista Camille Pissarro
Sono pittori innovativi che guardano alle teorie scientifiche sul colore e sulla percezione per creare effetti ottici nelle loro tele puntiniste, orchestrando i colori complementari e le forme fluide in composizioni unitarie. Le scene utopiche delle loro tele rispecchiano contenuti ideologici e teorie pittoriche, ma anche nei casi in cui non sono guidati da obiettivi prettamente politici, le loro interpretazioni luminose della città, dei sobborghi, della campagna, riflettono luoghi idealizzati di armonia.

I Nabis, dalla parola ebraica "profeti", sono un gruppo che ricorda una setta o una società religiosa, in quanto a formazione e filosofia fondante, secondo la quale l'arte è un mezzo per superare la materia verso una dimensione numinosa. La loro arte è influenzata dal Sintetismo di Paul Gauguin e dalle stampe giapponesi. 
I Nabis rinunciano al cavalletto e impiegano varie tecniche, dalle stampe alle illustrazioni per riviste. Si tratta di un gruppo eterogeneo che comprende artisti del calibro di Pierre Bonnard e Édouard Vuillard.

Il Simbolismo è un movimento che supera i confini nazionali, con una notevole varietà di stili. L'arte simbolista abbraccia le narrazioni mitiche, l'immaginario suggestivo, il mondo macabro degli incubi, abbandonando il mondo dei fatti per il fantastico, l'esteriorità per il tumulto dei paesaggi psicologici, il materiale per lo spirituale, il concreto per l'etereo. Tra gli artisti francesi che lavorano con varie tecniche, dalla pittura alla decorazione, alle incisioni, si annoverano Maurice Denis, Georges Lacombe, Paul Ranson, Charles Filiger e Odilon Redon.


giovedì 25 aprile 2013

RICICLA L’ARTE E FALLA VIAGGIARE!

NEGLI SHOP DELLA COLLEZIONE PEGGY GUGGENHEIM LE BORSE MALEFATTE


Cosa accade ai banner in PVC realizzati per le mostre organizzate a Palazzo Venier dei Leoni? Semplice, diventano borse! La Collezione Peggy Guggenheim aderisce al progetto "Malefatte”, ideato dalla Cooperativa sociale Rio Terà dei Pensieri: un nome ironico e divertente scelto dalla cooperativa stessa per una linea di borse interamente realizzate nei laboratori di serigrafia e pelletteria del carcere maschile di Santa Maria Maggiore di Venezia.
Le borse “Malefatte” sono pezzi unici, create a mano, diventate in poco tempo un ricercato fenomeno di moda, capace di coniugare intento artistico, sociale ed ecologico con un immancabile tocco di ironia. Si tratta di creazioni da collezione, che nascono dai frammenti di grandi striscioni pubblicitari, decontestualizzati e ricuciti per dar vita a lavori originali, non seriali, pronti al primario uso del trasporto. Le borse realizzate con i banner della Collezione Peggy Guggenheim portano con sé memorie di mostre, e sono un inevitabile richiamo alla figura dell'estrosa mecenate americana Peggy Guggenheim da sempre icona di stile e moda. Ciascuna borsa contiene al suo interno il catalogo di un'esposizione passata, diventando così un originale strumento che porta l’arte a viaggiare in tutto il mondo, un’arte senza confini. E chiunque acquisti una borsa “Malefatte” potrà scattare una foto della sua Banner Bag in un luogo d’arte e postarla direttamente sulla pagina Facebook del museo.
La Cooperativa sociale Rio Terà dei Pensieri gestisce dal 1994 attività di formazione professionale e lavorazioni artigianali all'interno delle carceri veneziane, e promuove forme innovative di impresa sociale a partire dall’attenzione all’ambiente e all’equità nel lavoro, cercando di dare un’impostazione eco-sostenibile ai propri prodotti.

  Credits : photo Marta Vimercati

mercoledì 6 febbraio 2013

PEGGY GUGGENHEIM RIVIVE A TEATRO

Fiuto, lungimiranza, passione. Così Peggy Guggenheim ha lasciato un segno indelebile nella storia dell’arte del XX secolo: collezionista e amica degli artisti, promotrice e ineguagliabile scopritrice di talenti, Peggy ha attraversato il Novecento facendosi promotrice e tenace sostenitrice dei maggiori movimenti avanguardisti del secolo scorso.

Oggi, con lo spettacolo “Quella volta…Peggy Guggenheim” realizzato in occasione del Carnevale di Venezia “Vivi i Colori”, la carismatica Peggy rivive a teatro, in un omaggio al suo mecenatismo e alla sua spiritualità artistica di emblematica collezionista, veneziana d’adozione, che ha dato tanto a Venezia, senza pretendere nulla dalla città.

Attraverso diversi codici espressivi quali la recitazione, la danza, il canto e la pantomima, verrà portata in scena non tanto la sua vita quanto piuttosto verranno rappresentate le suggestioni che lei stessa ha saputo trasmettere al mondo e il suo amore incondizionato per la città lagunare in cui decise di vivere. Un viaggio onirico, in cui Peggy sarà accompagnata dalla voce fuori campo di Samuel Beckett, tra coloro che più la spinsero a occuparsi dell’arte del suo tempo, e in cui compariranno, trasposte in danza, alcune opere cardine della sua collezione di grandi maestri come Jackson Pollock, Max Ernst e René Magritte.
La rappresentazione è frutto della collaborazione tra l’associazione culturale Venezia Futura e Venezia Marketing&Eventi, con il sostegno della Collezione Peggy Guggenheim e la presenza della Compagnia professionistica di balletto “TocnaDanza” e dell’associazione culturale “OverDream”.
Lo spettacolo nasce da un’idea di Pier Paolo Scelsi per la regia ed elaborazione di Tullio Cardona. Peggy Guggenheim viene interpretata da Loredana Perissinotto, veneziana, attrice e autrice, presente alla Biennale Teatro e negli Stabili di Torino, Bolzano e Brescia.
Canto dal vivo del soprano Lorella Turchetto, le coreografie sono di Michela Barasciutti, costumi di Nicolao Atelier e assistenza tecnica di Deus Ex Machina.

Le rappresentazioni avranno luogo al teatro Fondamenta Nuove (Venezia) sabato 9 febbraio alle 21, domenica 10 febbraio alle 17 e 21 e lunedì 11 febbraio alle 21.
Per informazioni e prenotazioni: 041.5224498  info@teatrofondamentanuove.it



venerdì 1 febbraio 2013

Venezia - Capogrossi una retrospettiva verso la chiusura con 105.000 visitatori

107 giorni d’apertura e oltre 105.000 visitatori. Si avvia al termine, con un enorme successo di pubblico, critica e stampa, l’importante retrospettiva che la Collezione Peggy Guggenheim dedica fino al 10 febbraio 2013 a Giuseppe Capogrossi, realizzata in collaborazione con la Fondazione Archivio Capogrossi, Roma.

Così il curatore Luca Massimo Barbero ha portato in laguna oltre settanta opere, minuziosamente selezionate, per presentare la produzione completa di uno degli indiscussi protagonisti della scena artistica italiana e internazionale del secondo dopoguerra, che in questa mostra “racconta la gioia di dipingere” (la Stampa), i cui “piani e colori ospitano, come in un teatro, la figura dell’uomo” (Art&Dossier) e le cui tele raffigurano “un universo sospeso tra colore e astrattismo” (la Repubblica).

Dopo il trionfo veneziano, una selezione di trenta opere esposte oggi alla Collezione Peggy Guggenheim sbarcherà a Parigi, per la mostra Giuseppe Capogrossi (galleria Tornabuoni Art, 26 febbraio-6 aprile 2013).
Per l’occasione, martedì 26 febbraio alle 17 presso la galleria, verrà presentata al pubblico francese l’esaustiva monografia dell’artista, a cura di Luca Massimo Barbero, edita da Marsilio Editori.
La pubblicazione raccoglie undici saggi che riscostruiscono in modo attento e puntuale il percorso artistico capogrossiano, dagli esordi figurativi alla grande celebrazione degli anni ‘50, le sue esposizioni, i rapporti con la critica nazionale e internazionale.
Interverranno alla tavola rotonda Guglielmo Capogrossi, Presidente della Fondazione Archivio Capogrossi, Philip Rylands, Direttore della Collezione Peggy Guggenheim, Bernard Blistène, Direttore del dipartimento di sviluppo culturale del Centre Pompidou, Choghakate Kazarian, Conservatrice del Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris, Luca Massimo Barbero, curatore associato della Collezione Peggy Guggenheim.
L’incontro sarà moderato da Guy Boyer, Caporedattore di Connaissance des Arts.