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martedì 5 novembre 2013

Edvard Munch - la mostra più attesa della stagione

Nel 150° anniversario della sua nascita, Edvard Munch viene  celebrato in tutto il mondo.
L'Italia rende omaggio al sublime artista norvegese con un'imperdibile retrospettiva che si terrà a Palazzo Ducale di Genova  fino a domenica 27 aprile 2014; e quella allestita  nell'appartamento del Doge del genovese Palazzo Ducale  sarà una delle mostre più attese della stagione.
 La retrospettiva dedicata all'innovatore artista norvegese che ha rivoluzionato gli schemi classici dell'arte, è curata da Marc Restellini, direttore della Pinacotheque de Paris e le 120 opere selezionate ( tra cui opere straordinarie,  concesse dai più importanti collezionisti di Munch ) racconteranno l'evoluzione artistica di Munch e la sua innovativa visione dell'arte, considerata pura avanguardia.
L'esposizione di Palazzo Ducale può essere considerata rappresentativa del percorso artistico ed esistenziale dell'artista, ma anche testimonianza del passaggio storico più generale verso una pittura nuova e audace
Incisioni, sculture e fotografie, tele, collage e film di Munch sopprimono i confini tra i supporti e le tecniche: l'artista rompe con i modelli precedenti per diventare un puro innovatore. La mostra racconta l'evoluzione, l'artista e molto altro ancora.
La mostra è promossa dal Comune di Genova e da Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, ed è prodotta da Arthemisia Group e 24ORE Cultura - Gruppo 24 ORE, già partners di Palazzo Ducale nello scorso autunno per la mostra " Mirò!Poesia e Luce ".

Per maggiori informazioni :

mercoledì 11 settembre 2013

Le avanguardie nella Parigi fin de siècle - Museo Peggy Guggheneim Venezia


Con un centinaio di opere tra dipinti, disegni, stampe e lavori su carta, la mostra Le avanguardie nella Parigi fin de siècle: Signac, Bonnard, Redon e i loro contemporanei, a cura di Vivien Greene, Curator, 19th-and Early 20th-Century Art, Solomon R. Guggenheim Museum, New York, prende in analisi la scena artistica parigina, focalizzandosi sulle maggiori avanguardie di fine '800, in particolar modo su neo-impressionisti, Nabis, simbolisti e i loro protagonisti.
La Parigi fin de siècle fa da scenario a sconvolgimenti politici e forti trasformazioni culturali, riflettendo le molte sfaccettature di un’epoca ansiosa e inquieta, questo periodo vede la formazione di una serie di nuovi movimenti artistici, quali neo-impressionisti, Nabis e simbolisti. 
I soggetti della loro arte sono gli stessi dei loro predecessori impressionisti, paesaggi, vedute cittadine moderne, attività ricreative, a cui si aggiungono scene introspettive e visioni fantastiche, ma è la modalità con cui questi temi vengono trattati a cambiare. Indagando tali avanguardie la mostra si sofferma in particolar modo su alcuni dei maggiori protagonisti di quest’epoca: Paul Signac, Maximilien Luce, Maurice Denis, Pierre Bonnard, Félix Vallotton e Odilon Redon.

I neoimpressionisti nascono come gruppo a Parigi nel 1886, e tra i maggiori esponenti spiccano i nomi di Henri-Edmond Cross, Maximilien Luce, George Seurat, Paul Signac a cui si affianca, per alcuni anni, l'ex-impressionista Camille Pissarro
Sono pittori innovativi che guardano alle teorie scientifiche sul colore e sulla percezione per creare effetti ottici nelle loro tele puntiniste, orchestrando i colori complementari e le forme fluide in composizioni unitarie. Le scene utopiche delle loro tele rispecchiano contenuti ideologici e teorie pittoriche, ma anche nei casi in cui non sono guidati da obiettivi prettamente politici, le loro interpretazioni luminose della città, dei sobborghi, della campagna, riflettono luoghi idealizzati di armonia.

I Nabis, dalla parola ebraica "profeti", sono un gruppo che ricorda una setta o una società religiosa, in quanto a formazione e filosofia fondante, secondo la quale l'arte è un mezzo per superare la materia verso una dimensione numinosa. La loro arte è influenzata dal Sintetismo di Paul Gauguin e dalle stampe giapponesi. 
I Nabis rinunciano al cavalletto e impiegano varie tecniche, dalle stampe alle illustrazioni per riviste. Si tratta di un gruppo eterogeneo che comprende artisti del calibro di Pierre Bonnard e Édouard Vuillard.

Il Simbolismo è un movimento che supera i confini nazionali, con una notevole varietà di stili. L'arte simbolista abbraccia le narrazioni mitiche, l'immaginario suggestivo, il mondo macabro degli incubi, abbandonando il mondo dei fatti per il fantastico, l'esteriorità per il tumulto dei paesaggi psicologici, il materiale per lo spirituale, il concreto per l'etereo. Tra gli artisti francesi che lavorano con varie tecniche, dalla pittura alla decorazione, alle incisioni, si annoverano Maurice Denis, Georges Lacombe, Paul Ranson, Charles Filiger e Odilon Redon.


giovedì 25 aprile 2013

RICICLA L’ARTE E FALLA VIAGGIARE!

NEGLI SHOP DELLA COLLEZIONE PEGGY GUGGENHEIM LE BORSE MALEFATTE


Cosa accade ai banner in PVC realizzati per le mostre organizzate a Palazzo Venier dei Leoni? Semplice, diventano borse! La Collezione Peggy Guggenheim aderisce al progetto "Malefatte”, ideato dalla Cooperativa sociale Rio Terà dei Pensieri: un nome ironico e divertente scelto dalla cooperativa stessa per una linea di borse interamente realizzate nei laboratori di serigrafia e pelletteria del carcere maschile di Santa Maria Maggiore di Venezia.
Le borse “Malefatte” sono pezzi unici, create a mano, diventate in poco tempo un ricercato fenomeno di moda, capace di coniugare intento artistico, sociale ed ecologico con un immancabile tocco di ironia. Si tratta di creazioni da collezione, che nascono dai frammenti di grandi striscioni pubblicitari, decontestualizzati e ricuciti per dar vita a lavori originali, non seriali, pronti al primario uso del trasporto. Le borse realizzate con i banner della Collezione Peggy Guggenheim portano con sé memorie di mostre, e sono un inevitabile richiamo alla figura dell'estrosa mecenate americana Peggy Guggenheim da sempre icona di stile e moda. Ciascuna borsa contiene al suo interno il catalogo di un'esposizione passata, diventando così un originale strumento che porta l’arte a viaggiare in tutto il mondo, un’arte senza confini. E chiunque acquisti una borsa “Malefatte” potrà scattare una foto della sua Banner Bag in un luogo d’arte e postarla direttamente sulla pagina Facebook del museo.
La Cooperativa sociale Rio Terà dei Pensieri gestisce dal 1994 attività di formazione professionale e lavorazioni artigianali all'interno delle carceri veneziane, e promuove forme innovative di impresa sociale a partire dall’attenzione all’ambiente e all’equità nel lavoro, cercando di dare un’impostazione eco-sostenibile ai propri prodotti.

  Credits : photo Marta Vimercati

venerdì 15 febbraio 2013

Straordinaria riapertura della Kunstkammer Vienna


Dal mese di marzo la più importante Kunstkammer del mondo verrà riaperta con un nuovo allestimento dopo una chiusura di 10 anni.
La Kunstkammer del Kunsthistorisches Museum affonda le sue radici nei tesori asburgici e nella camera delle meraviglie del tardo medioevo, del rinascimento e del barocco.
La casata Asburgo, da cui provengono i collezionisti, è stata una delle dinastie più influenti a livello politico dell’Europa e da sempre la Kunstkammer funge da riflesso del cosmo, che dovrebbe trasmettere il sapere e la meraviglia.
Essa è contemporaneamente un luogo della fantasia e della curiosità.
Su una superficie di circa 2.700 mq. potrete ammirare una collezione unica di oggetti preziosi. Lasciatevi incantare da ricchezze d’inestimabile valore: finissimi lavori di cesellatura in oro, sculture di bronzo, avorio e legno, nonché lavori di tornitura in avorio o oggetti esotici, quali uova di struzzo decorate e “unicorni”.
Attraversate le venti stanze, in cui si articolano tre percorsi tematici: cominciate dalla nascita delle collezioni nel medioevo fino alle Camere del Tesoro e Kunstkammer rinascimentali e barocche degli Asburgo. Nel cuore dell’esposizione sono collocate le collezioni più importanti degli arciduchi e reali Asburgo del XVI e XVII secolo.
Qui potrete trovare numerosi e straordinari oggetti d’interesse: la Saliera di Cellini, la Kunstkammer di Rodolfo II e il meraviglioso complesso di oggetti esotici.
Scoprirete come gli Asburgo, nell’alto barocco, si imposero sulla scena europea attraverso dispendiose rappresentazioni.
Camminate attraverso i secoli della storia e immergetevi nel mondo della bellezza e dello splendore, delle bizzarrie e delle meraviglie!



Per maggiori informazioni:


venerdì 1 febbraio 2013

Venezia - Capogrossi una retrospettiva verso la chiusura con 105.000 visitatori

107 giorni d’apertura e oltre 105.000 visitatori. Si avvia al termine, con un enorme successo di pubblico, critica e stampa, l’importante retrospettiva che la Collezione Peggy Guggenheim dedica fino al 10 febbraio 2013 a Giuseppe Capogrossi, realizzata in collaborazione con la Fondazione Archivio Capogrossi, Roma.

Così il curatore Luca Massimo Barbero ha portato in laguna oltre settanta opere, minuziosamente selezionate, per presentare la produzione completa di uno degli indiscussi protagonisti della scena artistica italiana e internazionale del secondo dopoguerra, che in questa mostra “racconta la gioia di dipingere” (la Stampa), i cui “piani e colori ospitano, come in un teatro, la figura dell’uomo” (Art&Dossier) e le cui tele raffigurano “un universo sospeso tra colore e astrattismo” (la Repubblica).

Dopo il trionfo veneziano, una selezione di trenta opere esposte oggi alla Collezione Peggy Guggenheim sbarcherà a Parigi, per la mostra Giuseppe Capogrossi (galleria Tornabuoni Art, 26 febbraio-6 aprile 2013).
Per l’occasione, martedì 26 febbraio alle 17 presso la galleria, verrà presentata al pubblico francese l’esaustiva monografia dell’artista, a cura di Luca Massimo Barbero, edita da Marsilio Editori.
La pubblicazione raccoglie undici saggi che riscostruiscono in modo attento e puntuale il percorso artistico capogrossiano, dagli esordi figurativi alla grande celebrazione degli anni ‘50, le sue esposizioni, i rapporti con la critica nazionale e internazionale.
Interverranno alla tavola rotonda Guglielmo Capogrossi, Presidente della Fondazione Archivio Capogrossi, Philip Rylands, Direttore della Collezione Peggy Guggenheim, Bernard Blistène, Direttore del dipartimento di sviluppo culturale del Centre Pompidou, Choghakate Kazarian, Conservatrice del Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris, Luca Massimo Barbero, curatore associato della Collezione Peggy Guggenheim.
L’incontro sarà moderato da Guy Boyer, Caporedattore di Connaissance des Arts.


mercoledì 23 gennaio 2013

Zurigo: "Chagall. Maestro dell'arte moderna." (8 febbraio - 12 maggio 2013)

Dall'8 febbraio al 12 maggio 2013 saranno in mostra al Kunsthaus Zürich circa 90 dipinti e lavori su carta di Marc Chagall (1887–1985).
Chagall è tra gli artisti più celebri e apprezzati del XX secolo.
I suoi ritratti della vita di paese in Russia, le sue figure fluttuanti, le sue mucche e i suoi galli volanti sono conosciuti in tutto il mondo.
Il Kunsthaus Zürich corregge in questa occasione più di un cliché alla base della sua tarda fama e mette in risalto il suo contributo allʼavanguardia.
Lʼesposizione si concentra sugli anni dal 1911 al 1922, decisivi per la carriera dellʼartista. 
I temi sono quelli del circo, degli amanti e della musica.